Amministrazione condivisa


Ecco l’Amministrazione condivisa
3 giugno 2009, 09:42
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Ecco i giovani di Gabella, Giro del Cielo e Sap, insieme ai cittadini del territorio e ai referenti dei distretti sociali Coop  protagonisti dell’iniziativa, che hanno preso in mano pennelli e vernici e hanno restituito alla città il sottopasso di via Roma – viale Ramazzini.



Intervista a Gregorio Arena sulla cittadinanza attiva
2 aprile 2009, 11:36
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Ecco i progetti!
29 marzo 2009, 16:20
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Amministrazione condivisa: ecco i progettiAi nastri di partenza i progetti sperimentali nati dal percorso di amministrazione condivisa, voluto dal comune di Reggio Emilia e realizzato in collaborazione con Labsus. Il 27 marzo, presso il centro sociale Orti Montenero, si è svolto il terzo incontro, con l’obiettivo di far emergere le idee progettuali che cittadini e amministratori che hanno preso parte al percorso realizzeranno nei prossimi mesi.
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Prosegue il percorso “Amministrazione condivisa”
5 marzo 2009, 16:05
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Il 27 si è tenuto a Reggio Emilia il secondo incontro del ciclo Comunicazione di interesse generale e costruzione degli interventi di sussidiarietà orizzontale al centro degli interventi di Francesca Romana Capone e Filippo Ozzola.

Lo scenario è lo stesso del primo incontro, che si è svolto il 20 febbraio alla presenza del presidente di Labsus Gregorio Arena: il centro sociale Orti Montenero dove si riuniscono giovani e anziani della zona. Se, in quel caso, il tema era stato quello ampio dell’amministrazione condivisa, venerdì si è discusso invece di come questo nuovo modello cambi la comunicazione pubblica, ma anche dei casi realizzati in altre realtà e di come si possano costruire interventi di sussidiarietà orizzontale.

Verso la comunicazione di interesse generale
La prima parte del pomeriggio, con Francesca Romana Capone, caporedattore di Labsus, si è incentrata sul tema della comunicazione. Se è vero che la sussidiarietà orizzontale può modificare il modo di amministrare, essa incide anche sulla comunicazione pubblica, ponendo al centro l’interesse generale. Non è allora solo l’ente che è ‘titolato’ a comunicare, ma tutti coloro che si prendono cura dei beni comuni, compresi, quindi, i singoli cittadini.

Ma il modello di amministrazione condivisa induce anche a ripensare il quadro delle politiche degli enti locali: da un modello centralizzato, a uno basato sulle ‘policy’, ovvero sugli interventi integrati e trasversali che coinvolgono più strutture dell’ente e più soggetti del territorio. Questo approccio si adatta perfettamente alle azioni di sussidiarietà orizzontale, ed è necessario tenerne conto nell’ambito della comunicazione.

Se la comunicazione mira a incidere sui comportamenti, essa deve essere in grado di mediare tra i diversi interessi in gioco e di gestire i potenziali conflitti. Nell’ambito del nuovo modello di amministrazione prefigurato dall’articolo 118 della Costituzione questo è possibile poiché i cittadini partecipano attivamente non solo al processo decisionale, ma anche all’attuazione delle politiche di sviluppo dell’ente locale.

Esempi importanti
Come questo sia possibile lo ha dimostrato la seconda parte della giornata, durante la quale Filippo Ozzola, caporedattore della sezione Casi ed esperienze del sito Labsus e coordinatore dell’Osservatorio della sussidiarietà sui media realizzato in collaborazione con l’università di Bologna, ha illustrato alcuni casi.

Oltre a mostrare esempi contenuti nell’ormai ampia banca dati di Labsus, Filippo ha portato l’attenzione su alcuni elementi che contraddistinguono le diverse esperienze. Illustrando la griglia teorica messa a punto nell’ambito dell’Osservatorio, ha dimostrato come i casi possano essere diversi quanto all’oggetto (il bene comune tutelato), all’iniziativa (dei cittadini o dell’amministrazione), al grado di coinvolgimento della Pa (facilitazione, indifferenza, ostacoli), alle risorse messe in campo (private o pubbliche).

Ogni caso è una storia a sé, ma quello che premeva sottolineare in quella sede era la vastità dei possibili ambiti di intervento – i beni comuni possono essere materiali o immateriali – nonché gli aspetti sui quali porre attenzione. Tra questi, l’importante distinzione tra beni comuni e beni pubblici, che non sempre coincidono (l’acqua è un bene comune ma anche un bene pubblico, poiché pubblica è la responsabilità; l’integrazione sociale in senso lato è molto più difficilmente catalogabile).

Iniziamo a discutere
L’ultima mezz’ora è stata dedicata a una discussione con i partecipanti – giovanissimi e anziani, italiani e figli di stranieri – per iniziare a ragionare su quali beni comuni essi ritengono più ‘bisognosi di cura’ nella propria realtà.

La discussione, non certo esaustiva, ha però evidenziato un fatto importante: tutti si sono concentrati su beni ‘immateriali’: dalla lotta alla solitudine, all’integrazione interetnica, alla relazione tra le generazioni. Una prima base sulla quale costruire l’appuntamento del 20 marzo, che dovrà portare all’avvio di microprogetti nella città.

Intervento Capone
Intervento Ozzola



Parlare DA cittadinanza attiva. Cioè: come parlare per gli altri e non per se stessi.
13 febbraio 2009, 10:13
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di Matteo Muratori – Giro del Cielo

A volte, prendendo la parola di fronte ad un gruppo di persone, qualcuno prova a fare un intervento: prova cioè a dire qualcosa agli altri. Farebbe sorridere se noi potessimo ascoltare i pensieri silenziosi che si muovono nella testa quando pensiamo a come organizzare le nostre frasi: sentiremmo probabilmente mille preoccupazioni tutte riguardanti il fare una bella figura di fronte agli ascoltatori. Riponiamo molta fiducia in tutte le possibilità della lingua (comunicare, presentarci, catturare il favore altrui, fare intuire il nostro livello sociale e la nostra istruzione…) e cerchiamo in modo inconsapevole di gestirne quante più possibile – a nostro favore, s’intende. Penso che questo accada quanto più sentiamo di avere un “livello culturale” e un’istruzione da rivelare perchè – caspita – abbiamo fatto tanta fatica ad istruirci, è ben ora di farla fruttare questa istruzione, adesso!
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Il primo incontro
12 febbraio 2009, 09:21
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Inizia il percorso!
9 febbraio 2009, 15:35
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Mercoledì 11 febbraio
, alle ore 15, nella sede del Centro sociale Orti Montenero di via Montenero 11 a Reggio Emilia, sarà presentato il progetto di cittadinanza attiva per la promozione dell’Amministrazione condivisa sostenuto dal Comune di Reggio Emilia, dal Laboratorio per la Sussidiarietà Labsus, dalle associazioni giovanili e dai centri sociali presenti sul territorio.

 

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Mercoledì 11 inizia il corso di Amministrazione condivisa
9 febbraio 2009, 15:31
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di Gregorio Arena

“Cittadini si diventa, non si nasce. E si diventa cittadini vivendo in una comunità. E’ così che i giovani imparano le regole scritte e non scritte che regolano i rapporti con gli altri membri della comunità e con le sue articolazioni istituzionali. Ma l’educazione alla cittadinanza non dovrebbe essere lasciata solo alla casualità delle relazioni che ciascuno può instaurare nel corso della propria vita, perché il modo con cui si diventa cittadini ha poi risvolti positivi o negativi per tutto il resto della comunità.
La cittadinanza andrebbe insomma considerata come un incarico pubblico il cui esercizio produce effetti sulla qualità della vita comune di tutti gli altri membri della comunità. I giovani attuali presto eserciteranno questo incarico e dovranno assumersi tutte le responsabilità che esso comporta. Per questo è essenziale formarli ad una cittadinanza attiva, responsabile e solidale, perché da loro dipende il nostro futuro come collettività organizzata”.

Ecco alcuni articoli di preparazione al progetto

Presentazione del libro di Gregorio Arena
 


Tre password per entrare nel nuovo anno
23 gennaio 2009, 11:29
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di Gregorio Arena

Conoscere le parole d’ordine, le password, è indispensabile se non si vuole essere esclusi dallo spazio che esse proteggono.
Anche l’accesso al nuovo anno appena iniziato, questo 2009 così minaccioso, dovrebbe essere protetto da password, in modo che chi si accinge ad entrarvi sia pienamente consapevole di cosa l’aspetta e di come ne dovrebbe percorrere i giorni.
Ne proponiamo tre, di parole d’ordine. Ci possono aiutare ad opporre alla crisi quella “reazione vitale” che ci ha chiesto il Presidente della Repubblica.
Possiamo uscire dalla crisi migliori di come ci siamo entrati. Dipende solo da noi.